Archivio per Settembre 2008

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Google lancia Chrome. E il computer diventa archeologia – Tecnologie

Settembre 17, 2008

Tutto sommato Bill Gates potrà dire che, quando è successo, lui era già in pensione. E dunque… Ma dalle parti di Redmond, nello Stato di Washington, di sicuro c’è più di qualcuno che dorme male dopo che quelli di Google hanno presentato Chrome, un «qualcosa» definito, con un evidente understatement, un browser per Internet, ma che sembra davvero l’ultima chiamata per il computing come lo conosciamo oggi. E forse, cercando di riacciuffare il sonno, gli uomini di Microsoft riascoltano la più gigantesca profezia tecnologica errata mai pronunciata: «Internet è un fenomeno che non durerà». Autore: William Henry Gates III, circa 1995.Perché con Chrome (ma è solo un simbolo, la cui immanenza è determinata dal nome che lo propone: in realtà c’è già tutto un mondo in silenzioso movimento che sfugge ai più) l’informatica delle macchine, dei programmi chiusi, pesanti centinaia di milioni di byte, delle applicazioni desktop sta per essere immersa e travolta da una nuvola. Il «cloud computing», che si può spiegare in tanti modi ma che non si può esattamente definire, è il prossimo paradigma dell’informatica nella sua declinazione quotidiana e pratica.Nella nuvola già ci siamo, e da tempo. Senza che ce ne accorgessimo, anche se il transito è epocale sia pure nel tempo sincopato dell’informatica.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79043

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Aggiunta – Interni

Settembre 17, 2008

Netta contrarietà anche dal Pd. «Con il ddl Carfagna si nasconde la polvere sotto il tappeto e si riduce la prostituzione ad un fatto di decoro urbano» afferma Margherita Miotto, deputata Pd e componente della commissione Affari sociali della Camera. Secondo la deputata il provvedimento, definito «propagandistico», avrà un effetto boomerang in quanto «rende meno visibili clienti e prostitute con la conseguenza di maggiori difficoltà nella individuazione e identificazione di minorenni, di clandestini e vittime delle organizzazioni criminali». Infine il Pd critica la norma che prevede il rimpatrio dei minori che si prostituiscono: «Riduce i bambini sfruttati a pacchi postali da rispedire nei Paesi di origine senza uno straccio di intervento sociale di prima istanza» conclude la Miotto.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78920

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Alitalia: Quando il sindacato è chiamato a firmare accordi «impossibili» – Economia

Settembre 17, 2008

Tornano alla memoria, in queste ore, leggendo i dispacci d´agenzia sull´Alitalia, ascoltando nei telegiornali le parole sommesse o gridate di piloti o hostess o meccanici, altre storie. Storie di altre sconfitte che rappresentarono in qualche modo la fine di un´epoca. Ero stato come cronista, nell´autunno del 1980 per 35 giorni e 35 notti alla Fiat, a Torino. Avevo visto e vissuto quella vicenda sindacale, culminata in una sconfitta. Scrivevo ogni giorno per questo stesso giornale, allora diretto da Alfredo Reichlin, le mie lunghe cronache. Ascoltavo le voci degli operai e quelle dei dirigenti di allora, politici e sindacali: Luciano Lama, Pierre Carniti, Sergio Garavini, Claudio Sabattini, Fausto Bertinotti, Giorgio Benvenuto, Piero Fassino, Diego Novelli, Giuliano Ferrara… Tanti nomi che si accavallano nella memoria, fino alla visita di Enrico Berlinguer, oggetto di tante strumentalizzazioni. Ho rivisto, tempo fa, nel bel film di Francesca Comencini, Fabbrica, Bruno Trentin davanti ai cancelli di Mirafiori che inascoltato, con la sua foga razionale, sosteneva la necessità di abbandonare la perdente lotta ad oltranza per abbracciare forme di lotta articolate, capaci di durare. Tempi lontani. Oggi quella storia si ripete? I nuovi Cipputi, senza tuta, sono le donne e gli uomini di Fiumicino, di Linate, della Malpensa? C´è chi in questi giorni sostiene che per l´Alitalia ci vorrebbe una nuova marcia dei quarantamila. Il riferimento è a quella manifestazione di massa, non certo spontanea, voluta e organizzata dalla Fiat, che mise in moto il 14 ottobre del 1980, quarantamila tra impiegati, capireparto, capo-officina.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78997