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Il «prestigiatore» del jazz gioca la carta carioca

Luglio 20, 2008

Per tecnica, tocco, fantasia improvvisativa, espressività, è il pianista più straordinario emerso dall’alveo del jazz e dintorni. E poi è uno che sa divertirsi cazzeggiando in televisione con Renzo Arbore, poi sa tornare alle cose serie eseguendo Gershwin con l’Orchestra di Santa Cecilia, o rileggendo Mozart con la voce recitante di David Riondino, o scavando alle radici del blues e del jazz mettendo disinvoltamente nello stesso cd Prokofiev e il ragtime. Pazzo incosciente o genio? Chi conosce bene Stefano Bollani dice che «è un po’ entrambe le cose con un forte sbilanciamento verso la seconda».La misura della sua popolarità si vede anche dal fatto che, recentemente, è finito sulla copertina di Topolino («è un grande segno di popolarità – motteggia Bollani – si sa che tutti nascondono Topolino dentro Playboy»)ma la sua arte non risente di tutte le sue follie. Lo prova il suo cd Carioca, in cui si tuffa nel repertorio brasileiro dilatando in chiave jazz brani di grandi autori (da noi meno noti) come Pixinguinha, Edu Lobo, Ismael Silva, Nelson Cavaquinho. Lo (ri)prova domani sera, all’Arena, per il Milano Jazzin’ Festival, proponendo – all’insegna dell’improvvisazione più libera – questi stessi temi più altri pescati dal magico cilindro della tradizione. Bollani sta portando lo spettacolo in giro per l’Italia (e in alcune tappe, come Umbria Jazz, s’è esibito col grande Caetano Veloso)sposando colore e ritmo, saudade e gioia di vivere, samba e choro, «che è un misto di samba e bossa nato negli anni Venti».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277458

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