Archivio per Luglio 2008

h1

Federico Guida, interprete a tinte forti della realtà

Luglio 20, 2008

Milanese, classe 1969, Federico Guida non ha mai avuto dubbi sulla pittura, specialmente la pittura figurativa. Nipote di un pittore vedutista e figlio di un artista informale, Guida frequenta l’Accademia di Brera e subito dopo «entra a bottega» da Aldo Mondino, lavorando come suo assistente per 5 anni. Inizia a esporre giovanissimo, con la prima «personale» nel 1993 alla galleria Eos. Dopo le gallerie italiane arrivano anche le straniere (a Berlino nel 2002 con una personale alla Mudimadue). Vince numerosi premi, tra cui nel 2002 il Cairo Communication. Il corpo, la sua forza espressiva, sono alla base della sua poetica. Taglia le figure con l’accetta, e si fa aiutare dal colore, acceso come un cuore pulsante, violento come una vampata di calore.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277455

h1

Il «prestigiatore» del jazz gioca la carta carioca

Luglio 20, 2008

Per tecnica, tocco, fantasia improvvisativa, espressività, è il pianista più straordinario emerso dall’alveo del jazz e dintorni. E poi è uno che sa divertirsi cazzeggiando in televisione con Renzo Arbore, poi sa tornare alle cose serie eseguendo Gershwin con l’Orchestra di Santa Cecilia, o rileggendo Mozart con la voce recitante di David Riondino, o scavando alle radici del blues e del jazz mettendo disinvoltamente nello stesso cd Prokofiev e il ragtime. Pazzo incosciente o genio? Chi conosce bene Stefano Bollani dice che «è un po’ entrambe le cose con un forte sbilanciamento verso la seconda».La misura della sua popolarità si vede anche dal fatto che, recentemente, è finito sulla copertina di Topolino («è un grande segno di popolarità – motteggia Bollani – si sa che tutti nascondono Topolino dentro Playboy»)ma la sua arte non risente di tutte le sue follie. Lo prova il suo cd Carioca, in cui si tuffa nel repertorio brasileiro dilatando in chiave jazz brani di grandi autori (da noi meno noti) come Pixinguinha, Edu Lobo, Ismael Silva, Nelson Cavaquinho. Lo (ri)prova domani sera, all’Arena, per il Milano Jazzin’ Festival, proponendo – all’insegna dell’improvvisazione più libera – questi stessi temi più altri pescati dal magico cilindro della tradizione. Bollani sta portando lo spettacolo in giro per l’Italia (e in alcune tappe, come Umbria Jazz, s’è esibito col grande Caetano Veloso)sposando colore e ritmo, saudade e gioia di vivere, samba e choro, «che è un misto di samba e bossa nato negli anni Venti».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277458

h1

La circolare di Alfano per rivedere il 41-bis

Luglio 20, 2008

Roma – Sono due gli aspetti principali della
circolare sul 41-bis di cui ha parlato, questa mattina a Palermo in occasione del 16° anniversario dalla morte del giudice Borsellino, il ministro della
giustizia Angelino Alfano. Punti tesi comunque a limitare la
circolazione delle informazioni tra i boss.

I boss in celle lontane tra loro Nelle due cartelle della circolare, secondo quanto appreso
da fonti ministeriali, si forniscono indicazioni logistiche per
limitare infatti la possibilità di contatto tra i reclusi.
La prima indicazione specifica ai direttori degli istituti di
pena è perché dispongano lo spostamento dei boss sottoposti al
regime del 41-bis in celle lontane tra loro, dove non sia
possibile neanche comunicare parlando ad alta voce, cosa che
talvolta avviene addirittura cantando.
I direttori dei carceri sono inoltre autorizzati ad applicare
sanzioni disciplinari ai detenuti che siano sorpresi a passarsi
informazioni.

I gruppi di “socialità” L’altro aspetto riguarda la formazione dei cosiddetti “gruppi di socialità”, cioè la possibilità di detenuti
sottoposti al regime del carcere duro di uscire talvolta
dall’isolamento, ma solo in piccoli gruppi da tre a cinque.
Anche i criteri di formazione di questi gruppi sono da ora più
rigidi. I direttori dovranno evitare che entrino in contatto
boss di origine geografica diversa o appartenenti a
organizzazioni criminali diverse per evitare il nascere di
eventuali alleanze, ma anche dovranno impedire che dei gruppi
facciano parte insieme vecchi e nuovi reclusi in modo da evitare
che questi ultimi forniscano informazioni fresche.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277279

h1

Scatta Bipiemme Big ancora in calo

Luglio 5, 2008

È Bipiemme gestioni (gruppo Banca Popolare di Milano) la sorpresa di giugno: la società ha registrato una raccolta netta di 185 milioni andandosi così ad aggiungere al terzetto di Sgr che è riuscito a mantenere un saldo attivo tra nuove sottoscrizioni e riscatti anche negli ultimi 12 mesi: Azimut (10 milioni), Banca Generali (161 milioni) e Mediolanum (161 milioni).Per il resto del mercato, a parte Polaris (504 milioni), dedicata agli istituzionali, e a realtà di modeste dimensioni (come Etica, Mc gestioni e Banca Finnat Euramerica) è tutto un elenco di società con raccolte in rosso.A cominciare dai grandi gruppi bancari: da Intesa Sanpaolo (meno 3,8 miliardi) a Pioneer – Unicredit (meno 2,8 miliardi), dal Banco Popolare (meno 1.078 milioni) ad Arca (meno 862 milioni), da Ubi (meno 666 milioni) a Mps (meno 455 milioni). Male anche gli esteri: Credit Agricole (meno 461 milioni), Bnp Paribas (meno 736 milioni), JpMorgan (meno 48 milioni), Deutsche Bank (meno 146 milioni), Allianz (meno 260 milioni) e Credit Suisse (meno 180 milioni). Saldo in rosso anche alle Poste: meno 45 milioni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273867

h1

Il rocker canta l’Italia mediana

Luglio 5, 2008

da Milano

Ma guardatelo come sorride, Ligabue, mentre salta sulla passerella di fronte al palco e attacca con la sua Certe notti davanti a (quasi) settantamila persone che da ore fanno la ola sugli spalti. Inizia la sua quarta volta a San Siro che sembra davvero la prima se si guardano i suoi occhioni sbigottiti mentre canta il brano che è diventato uno slogan della nostra vita. «Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è» ripete il pubblico in coro e così parte lo show che sarà una rassegna pacata e rockettara (solo Ligabue riesce a combinare le due cose) di tutti i suoi successi più gli ultimi brani, quelli che le radio stanno martellando come Niente paura e Buonanotte all’Italia e che ormai, volenti o nolenti, sono entrati nella colonna sonora dell’estate.
Innanzitutto il palco: è circondato da cisterne, tralicci elettrici, pale eoliche ed è pure senza tetto perché sormontato da uno schermo enorme, trecento metri quadri, che per tutto il concerto accompagnerà le note con immagini inconsuete (una molecola di Dna) oppure incomprensibili (una ragazza magra tra selve di specchi) o infine nostalgiche e simboliche come il volto di Buster Keaton che appare durante Ho ancora la forza e richiama l’applauso della gente.
Pensieroso com’è, a dispetto della sua indole emiliana, Ligabue ha stivato in questo concerto tutte le sue idee e, canzone dopo canzone, eccolo il suo bagaglio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273886

h1

Pio XII interpretò se stesso

Luglio 4, 2008

Il primo Papa la cui immagine è rimasta impressa nella pellicola è stato Leone XIII, morto nel 1903. Il Pontefice, ormai vecchissimo, è riconoscibile in una veloce e sbiadita sequenza di fotogrammi mentre benedice. Ma il primo successore di Pietro ad apparire come protagonista di un film documentario, ripreso con il suo consenso, è stato Pio XII, il Pontefice eletto nel 1939 alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il film prodotto nel 1942, in pieno conflitto e intitolato «Pastor Angelicus», venne realizzato dal Centro cattolico cinematografico e dalla Cines in occasione del venticinquesimo di episcopato di Pacelli. Scritto da Luigi Gedda, sceneggiato da tra gli altri da Ennio Flaiano, descrive la giornata del Pontefice e si chiude con una cerimonia in San Pietro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273573

h1

Amore e mistero nella storia di Luca e Giorgia

Luglio 4, 2008

«I Signori del vino ligure» a cura di Giovanna Benetti con prefazione di Enzo Vizzari, direttore editoriale Guide de «L’espresso» (De Ferrari Editore) è un manuale da non perdere. L’autrice, veronese di nascita, ligure di adozione, si interessa da tempo di enogastronomia. Ha collaborato per anni al periodico «Veronelli ex Vinis» e da quasi 2 anni tiene una rubrica settimanale su La Repubblica. Il libro è nato proprio dalle sue interviste e scopo dell’opera è di raccontare la vita dei vignaioli, i sacrifici e il grande amore per il loro mestiere. Nell’ampio panorama delle guide eno-gastronomiche, questo lavoro è non la solita guida ai vini, bensì una guida ai produttori più rappresentativi suddivisi in schede che ne illustrano sinteticamente la storia e la produzione, anche negli aspetti più tecnici. «I Signori del vino ligure», 120 pagine, 10 euro

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273740

h1

I Lupin dei tombini colpiscono ancora

Luglio 4, 2008

Il furto di tombini a Genova sta diventando una moda ed i ladri di ghisa nel capoluogo ligure sono tornati a colpire la notte scorsa dopo una settimana dal primo colpo effettuato nella centrale via Casaregis. Questa volta teatro del furto è stato il quartiere di Certosa dove il bottino portato via dai Lupin del tombino, è stato assai più ricco rispetto al primo colpo.Sulla base di quanto riferito dalla centrale della polizia municipale del capoluogo ligure, sarebbero una quindicina i tombini rubati nella zona di Brin-Certosa, adiacente alla stazione della metropolitana in Valpolcevera. Un furto analogo si era registrato nella notte tra il 26 ed il 27 giugno in via Casaregis dove ne erano stati portati via otto. Stanotte i chiusini di ghisa sono stati rubati a Certosa in via Brin, in via Ariosto ed in via della Pietra. Si tratta di un fenomeno che sta dilagando in tutta Italia e che si è già registrato in altre città. Il 27 giugno a Roma era stato arrestato un giovane che aveva ammesso di averne rubati 260 per poi rivenderli, e a Bergamo il 14 maggio un piastrellista di 39 anni, colto in flagranza sul fatto e processato, durante la direttissima aveva spiegato di rivenderli per pagarsi da vivere. I furti dei tombini potrebbe avere origine da immigrati dell’est europeo che li ruberebbero per poi rivenderli fuori Italia, dove lo smercio della ghisa sul mercato nero è semplice e frutta guadagni interessanti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273721

h1

Tutti gli amori garibaldini di Nievo

Luglio 4, 2008

Com’era la vita quotidiana, quali erano i sentimenti e gli stati d’animo di un volontario garibaldino durante una campagna bellica? Ce lo racconta in versi un protagonista d’eccezione, il ventottenne poeta-soldato Ippolito Nievo che, inquadrato nelle Cento Guide a Cavallo dei Cacciatori delle Alpi, per un anno, dall’aprile 1859 all’aprile 1860, annota su un taccuino il diario delle sue giornate attraverso poesie «del vero», scritte sotto l’incalzare degli eventi o nei momenti di pausa. Nasce così il libro «Gli amori garibaldini», tra ideali patriottici, dettagli pratici, gioie, speranze, nostalgia e dolori. Su tutto spiccano il grande amore per la patria e il difficile amore per Bice Melzi d’Eril, moglie di Carlo Gobio, cugino e amico di Nievo. Due passioni che convivono nel cuore del poeta, spesso lacerato tra il «ferreo laccio» della guerra e il «roseo laccio» della donna amata.«Raccolta di versi di tutti i sapori», la definisce lo stesso Ippolito, per la varietà di metrica e toni, dall’aulico all’epopea popolare (come nell’inno di battaglia «I Cacciatori a cavallo»), dalla retorica alla lingua parlata, fino ad un’essenzialità sorprendentemente moderna. Ma anche per l’umore mutevole, che segue l’andamento delle vicende belliche: attesa ed entusiasmo per le vittorie, amarezza e disillusione per il trattato di Villafranca tra Napoleone III e Francesco Giuseppe, che lascia all’Austria entrambe le patrie di Nievo, il Friuli e il Mantovano.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273738

h1

Che capolavoro il Beethoven curato e vissuto da Abbado

Luglio 4, 2008

75 anni, ha Claudio Abbado, appena compiuti. Onore e auguri. E soprattutto plauso alla coerenza con cui ha sempre dato il massimo d’impegno, di serietà, di volontà d’uscire dalla retorica della musica, partendo dalla razionalità più attenta e fedele, e specchiandovi la propria personalità decisa e appassionata senza contraddirla. Fra le molte incisioni, le Nove Sinfonie di Beethoven con i Berliner Philharmoniker, di cui è stato direttore stabile, corrono nitide e forti, in un percorso che trova forse il suo culmine proprio nella Nona Sinfonia, intensa e consapevole, ma fa continuamente capire perché il maestro abbia raccolto tanto entusiasmo in ogni fase della sua fecondissima carriera.Berliner Philharmoniker con Claudio Abbado Beethoven le 9 sinfonie 5 CD (Deutsche Grammophon)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273636